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Scultura italiana

Scultura Italiana 1915-1945
Dal fascino del Liberty al recupero della classicità

INAUGURAZIONE
Domenica 19 maggio 2013, dalle 18:00

Dal 19 maggio al 20 luglio 2013

Alcune opere | Comunicato stampa | Evento facebook

Saranno esposti i lavori di una ventina di artisti attivi nell’Italia centro-settentrionale fra il 1915 e il 1945, periodo di grande vitalità dell’arte italiana.

Con il progressivo scemare delle avanguardie storiche e l’insorgere di un contesto sociale e culturale profondamente cambiato dagli sconvolgimenti della prima guerra mondiale e dall’affermarsi del movimento fascista, gli artisti propongono nuove forme espressive che perverranno ad esiti formali diversi.

Il cosiddetto “ritorno all’ordine”, divulgato dalla rivista “Valori Plastici” di Mario Broglio, significa per le arti visive un nuovo rapporto fra tradizione e modernità, nonché il recupero della sapienza tecnica e del mestiere. Gli scultori guardano ai grandi maestri del passato e alla loro interpretazione dell’anatomia umana; la scultura monumentale, che già conobbe grande slancio con la fine della prima guerra mondiale e la relativa celebrazione della vittoria e degli eroi di guerra, ebbe molta fortuna anche sotto il regime fascista, che spesso la utilizzò per celebrare i nuovi protagonisti e ideali di partito.

Il fascismo, come gli altri regimi dittatoriali europei, non mancherà di sfruttare l’arte a fini propagandistici, in molti casi col consenso, tacito o espresso, degli artisti stessi. Tuttavia interpretare la ricerca artistica di questo periodo secondo una prospettiva ideologica significa sottovalutarne la complessità storica, la validità e in molti casi l’eccellenza.

Kapor Pajevic

Ana Kapor e Vladimir Pajevic Ai confini di due mondi

INAUGURAZIONE
Giovedì 4 aprile 2013, dalle 18:00

Dal 4 aprile al 12 maggio 2013

Alcune opere | Comunicato stampa | Evento facebook

Pur diversissime nei soggetti e nella tecnica, le opere di Kapor e Pajevic sono accomunate da un'atmosfera silenziosa e sospesa, dove rara è la presenza dell'uomo e protagonista indiscusso è il paesaggio. Paesaggio ritratto attraverso le antiche tecniche della pittura figurativa, che, in gioventù, i due artisti di origine serba vennero a studiare in Italia, dove rimasero per fare di Roma il loro luogo d'elezione.

Nei quadri di Pajevic il paesaggio è dominato da una natura rigogliosa che prende il sopravvento sull'operato dell'uomo; la presenza umana è evocata attraverso tracce e oggetti (una palla, il gioco della campana disegnato sul selciato); unici elementi animati, oltre alla natura in perenne espansione, sembrano essere animali e bambini, testimoni, forse custodi, dei mondi rappresentati.

Nei quadri di Kapor forte è l'impronta metafisica bizantina, l'influenza di Piero della Francesca, di Perugino. Laconico e intenso il rapporto fra l'elemento naturale e architettonico: fortezze, bastioni, castelli. I suoi sono quadri dalla costruzione solidissima, dove tutto sembra evidente, palese, e dove, tuttavia, qualcosa continuamente sfugge.

Ana Kapor e Vladimir Pajevic hanno esposto in numerose mostre in Italia, Serbia, Svizzera, Germania e Austria. Nel 2008 il Panorama Museum di Bad Frankenhausen (Germania) dedica loro una grande mostra che ne percorre venticinque anni di attività, esponendone più di 140 opere.

Marabù

Marabù, vizi e virtù

Dal 9 febbraio al 20 marzo 2013

Alcune opere | Comunicato stampa | Evento facebook

L'idea della mostra nasce osservando come il marabù, animale dalle singolari sembianze, associato nei secoli a diversi valori, sia stata un’importante fonte di ispirazione nell'opera di Richard Müller, grande disegnatore e incisore del simbolismo mitteleuropeo.

Müller, attivo tra fine Ottocento e prima metà del Novecento, seppe interpretare con sapienza e ironia vari soggetti del mondo animale: tra i prediletti e i più rappresentati c’è proprio il marabù che, inserito in composizioni ricche di simboli e allegorie, dà vita ad atmosfere stranianti. A seconda dei casi, l'immagine del marabù diventa in Müller allegoria erotica, epifania del male, o personificazione dei vizi e delle virtù umane.

Attorno alle incisioni di Müller presentiamo anche lavori di suoi contemporanei: Martin Erich Phillipp, suo allievo, Moritz Geyger e Louis Moe.

Il marabù è inoltre rappresentato nell’opera di alcuni autori contemporanei: Carol Berényi, Giorgio Bertelli, Franco Fanelli, Giuseppe Gallizioli, Quentin Garel, Giorgio Maria Griffa, Ana Kapor, Franco Matticchio, Vladimir Pajevic, Sebastiano Ranchetti, Virgilio e Marco Zuppelli.

Angam - Associazione nazionale Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea