Sono lieto di poter esprimere il mio convinto supporto
e i miei migliori auguri ad Andrea Micheli, eccellente fotografo
dalla contagiosa e ristoratrice capacità di dedicarsi
con maestria alla sua scelta di vita: produrre immagini.
La fotografia sembra un'arte ingannevolmente facile, specialmente
in questi giorni di macchine fotografiche altamente computerizzate,
praticamente automatiche, che fanno gran parte del lavoro
manuale e di pensiero. Ripensandoci, tuttavia, forse non
fanno così tanto lavoro intellettuale, a giudicare
dall'inquinamento visivo vomitato in nome dell'illustrazione
fotografica, arte, design, articoli di riviste, pubblicità,
libri, ecc. In quante riviste siamo assoggettati alla ripetizione
senza fine di noiosi "sapori del mese"!
D'altra parte ci si potrebbe irritare profondamente anche
contro carta e penna se si giudicasse in base a ciò
che viene scritto, anche se carta e penna sono gli strumenti
con cui Shakespeare ha prodotto i suoi immortali capolavori.
Si tenga presente che con un'apparecchiatura fotografica
moderna anche un orangutan potrebbe produrre delle fotografie
decenti, forse anche più spontanee dei lavori di
molti celebri fotografi umani che collaborano con riviste
alla moda.
Se il mio ragionamento è giusto, che cos'è
onesta fotografia e quanto ha a che vedere con il prezzo
del pesce? Credo che il fatto che fotografare sia facile
renda in realtà più impegnativo il compito
del fotografo. In fin dei conti, perché sia di una
qualche utilità ciò che uno fa deve riferirsi
a qualcosa. Deve comunicare emozioni o informazioni; idealmente
dovrebbe avvicinarsi alla condizione umana. Deve provenire
dal sentimento, dalla convinzione e dalla passione.
E ciò mi riporta ad Andrea Micheli e alla sua nuova
esposizione. Ad Andrea la passione di comunicare non fa
certo difetto, che si tratti dei suoi incantevoli animali
e alberi urbani o dei suoi cani e padroni "catturati"
nelle sue quotidiane ricerche. E quando comunica con la
macchina fotografica, Andrea lo sa fare bene.
Rendo omaggio alla sua maestria, dedizione e iniziativa.