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Velasco
(Bellano 1960)

VELASCO, figlio del pittore Giancarlo Vitali, è nato a Bellano sul Lago di Como nel 1960. Inizia la sua attività da autodidatta alla fine degli anni Settanta, lavorando con la grafica, il disegno e la pittura. Nel 1983 vince il Premio San Fedele Incisioni Giovani e l'anno dopo Giovanni Testori lo invita alla Rotonda della Besana di Milano per la mostra Artisti e Scrittori. Nel 1986 la Compagnia del Disegno di Milano gli dedica la sua prima personale di pittura curata da Vittorio Sgarbi.

Nel 1987 espone alla Galleria Altair Nuova di Lecco e Marco Vallora organizza una sua personale alla Galleria La Sanseverina di Parma e nel 1989, in una personale curata da Marco Goldin, espone alla Galleria d'Arte Moderna di Conegliano e alla Galleria dello Scudo di Verona.

Del 1987 è la tragedia naturale che sconvolge la Valtellina e questo diviene il tema per una serie di opere pittoriche presentate da Velasco a Palazzo Sertoli di Sondrio, in una mostra del 1990 curata da Roberto Tassi.

Nel 1991 è alla Galleria Davico di Torino e a Conegliano con Paesaggi Italiani, esposizione poi riproposta a Sciacca nell'ex Convento di San Francesco ed è invitato, nello stesso anno, alla collettiva Ritratto al Castello Estense di Mesola e al Castello Svevo di Bari, segno di riconoscimento per un'attività ritrattistica proseguita negli anni.

Dal 1993 al 1994 due mostre dedicate alla natura e due lavori editoriali: Dilaghée con lo scrittore Andrea Vitali e il Dio del Roserio di Giovanni Testori, in questi, come in Vedere le facce con testi di Vallora e Voltolini (Zanussi-Rex, 1997), è raccolto il lavoro su carta, parte importante della sua ricerca artistica.

Nel 1996 è tra i vincitori del Premio Michetti e viene invitato a Pitture presso la Casa dei Carraresi; nel 1997 la Galleria Forni di Bologna gli dedica la personale Viaggio, presentata da Enzo Fabiani.

Alla fine degli anni Novanta, oltre alla presenza con il gruppo Officina Milanese, proposto da Alessandro Riva, Velasco partecipa a diverse collettive in Italia e all'estero.

Nel 2000 proseguono importanti collaborazioni, oltre agli stand personali ad Arte Fiera di Bologna e al Miart di Milano con la Galleria Forni e la Galleria Antonia Jannone di Milano, Velasco è presente a rassegne estere come il Salon de Mars a Ginevra e all'Artexpo di Barcellona.

Con Forni e Jannone allestisce Isolitune, mostra personale presentata dal fotografo Ferdinando Scianna (catalogo Charta) e dedicata a figure e paesaggi di Sicilia.
Del 2001, presso la Galleria Gabbiano di Roma, è la personale curata da Marco Di Capua mentre, tra il 2001 e il 2002, proseguono le partecipazioni a collettive tra cui Alberi e Ritratti presso la Galleria dell'Incisione di Brescia e la pubblicazione di Fotogrammi, racconti di Pino Corrias con incisioni di Velasco.

Coerente con l'ispirazione per la terra e il mare del Sud, Velasco ritorna alla passione per il Mediterraneo nel lavoro editoriale per i tipi Zanussi/REX con venti quadri di vele e nella decorazione musiva della piscina ad Anacapri, presso l'Hotel Capri Palace (2003).

Con 60 lavori su carta nasce MIXtura (2003), mostra personale divisa tra la Galleria dell'Incisione di Brescia e lo Studio Andrea Gobbi di Roma, ennesima prova di quanto Velasco si muova tra mescolanze di temi e tecniche pur rimanendo sempre fedele alla propria poetica.

Due grandi mostre pubbliche, curate da Italian Factory, sono state organizzate a Palazzo Belmonte Riso a Palermo nel 2004, e al Palazzo della Ragione a Milano nel 2005, “Extramoenia”, progetto costruito intorno a immagini dipinte di città e, per la prima volta, sculture.

Nel 2006 a Milano, sempre curata da Italian Factory, la mostra “Tana”, un'installazione composta da cinque sculture in ferro e catrame, disposte tra cumuli di corde.

Per Tana tornano i cani di Velasco, opere già protagoniste del progetto Extramoenia, sculture plasmate in ferro, catrame, cemento, materiali di recupero, questa volta ambientate in un luogo inedito e straniante, il Sottopalco del Teatro, che per la prima volta ospita un intervento artistico.
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