 | Giorgio Maria Griffa (Biella 1944)Easter EggZiatype 2010 cm 20x28 Lo Ziatype è una variante moderna del procedimento fotografico al platino-palladio che si deve, nel 1887, al capitano Antonio Pizzighelli. Stieglitz lo impiega per breve tempo, poi questo processo viene abbandonato. Michael Ware nel 1986 lo recupera sostituendo nel processo i sali di potassio con i sali d'ammonio per controllare meglio il contrasto e il colore in relazione al grado di umidità della carta impiegata. Bostick & Sullivan di Santa Fe, dal 1980 leader nel campo dei processi fotografici alternativi, lo perfezionano chiamandolo "Ziatype" dal nome del simbolo del sole (Zia) degli antichi Anasazi che popolavano il New Mexico. Infatti è proprio attraverso l'esposizione alla luce del sole che si ottengono gli Ziatypes. Il metodo non si discosta troppo dai comuni processi fotografici "alternativi": si rende sensibile un foglio di carta con appositi prodotti chimici, gli si sovrappone un negativo fotografico, lo si espone alla luce del sole e alla fine lo si passa attraverso alcuni lavaggi. Per gli Ziatypes si mescolano alcune gocce di ossalato di ammonio ferrico con un ugual numero di gocce di cloruro di litio-palladio. Per controllare il contrasto si usa bicromato di ammonio. Si spennella un foglio di carta, lavorando alla luce di una lampada per camera oscura, si lascia asciugare, si pone sottovetro, a contatto con il negativo, e lo si espone alla luce del sole qualche minuto. Quindi si lava il foglio impressionato in acqua corrente, lo si passa successivamente in una soluzione di acqua e acido citrico per, infine, rilavarlo nuovamente in acqua corrente in modo che perda ogni residuo chimico diluibile in acqua. Immagine a 300 dpi (431.6 KB) |