Ritratto dell'artista Fausto Melotti
Ugo-Mulas, Ritratto di Fausto-Melotti, Milano, 1970

Fausto Melotti

(Rovereto 1901 - Milano 1986)

BIOGRAFIA

Fausto Melotti nasce a Rovereto (TN) l’8 giugno 1901. Trasferitosi a Firenze nel 1915, vi conclude gli studi secondari nel 1918, frequenta la Facoltà di Fisica e Matematica a Pisa laureandosi poi, nel 1924 al Politecnico di Milano, in ingegneria elettrotecnica. I suoi interessi sono però indirizzati verso la musica e le arti visive. A Torino frequenta lo studio di Pietro Canonica, scultore di fama, a Milano l’Accademia di Brera alla scuola di Adolfo Wildt, dove nel 1928 consegue il diploma.

Ha inizio in quegli anni il sodalizio di Melotti con Lucio Fontana e l’avvio della ricerca autonoma come scultore. Nel 1932 tiene presso la Scuola artigianale del mobile di Cantù un corso di plastica moderna, i cui esiti furono esposti nel 1934 alla galleria “II Milione” di Milano, punto di incontro degli astrattisti milanesi e comaschi.

Ancora presso la galleria “II Milione” tiene nel 1935 la sua prima personale che passò inosservata dal pubblico e dalla critica ufficiale italiana. Nello stesso anno partecipa con gli altri astratti alla collettiva presso lo studio di Casorati e Paulucci a Torino dove viene presentato il “Manifesto dell’arte astratta”.

Passeranno ancora dieci anni prima che l’opera di Melotti inizi ad essere riconosciuta nella sua grandezza. Saranno infatti, nel 1967, la mostra alla Galleria Toninelli di Milano e la pubblicazione del volume, a cura di Vanni Scheiwiller, “Sculture astratte di Fausto Melotti 1934-35 e 1962” a determinare la definitiva scoperta della grandezza dell’artista. Una scoperta tardiva quanto proficua. Da quel momento i riflettori di critici e musei furono permanentemente puntati sulla sua opera. Mostre personali e collettive così come le pubblicazioni si susseguono in Italia e all’estero in un crescendo che nel 1973 vede una definitiva consacrazione mondiale con la consegna del Premio Rembrandt, il massimo riconoscimento per una carriera artistica, una sorta di Nobel per le arti.

In questi anni Melotti prende anche a dedicarsi con continuità all’esperienza incisoria, pubblicando diverse cartelle e libri d’artista mentre si susseguono esposizioni antologiche: Castello del Buonconsiglio di Trento, Museo di Viggiù, Forte di Belvedere di Firenze, Civico Museo d’Arte Contemporanea di Milano, Centre Pompidou di Parigi, mostra “Qu’est ce que la sculpture moderne?”.

Melotti muore a Milano il 22 giugno del 1986. La Biennale di Venezia gli rende subito omaggio con una sala.

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