Ritratto dell'artista Felice Casorati
Daphne Maugham, Francesco e Felice Casorati

Felice Casorati

(Novara 1883 - 1963)

BIOGRAFIA

Felice Casorati nasce a Novara nel 1883 da Francesco e Carolina Borgarelli.
Il padre, appartenente a una famiglia pavese che annovera matematici, giureconsulti e medici, porterà con sé i familiari nei trasferimenti imposti dal suo stato di militare di carriera: dopo Novara Felice crescerà a Milano, Reggio Emilia, Sassari (qui il padre, pittore dilettante, affresca alcune stanze nella palazzina degli ufficiali), Padova, Napoli e Verona.
Negli anni padovani il giovane, appassionato di musica, deve abbandonare lo studio del pianoforte per un grave esaurimento nervoso: il pittore amerà far risalire a quell’occasione, durante il soggiorno estivo a Praglia, il suo primo contatto con la pittura.
Nel 1907, da poco conseguita la laurea in legge presso l’Università di Padova, debutta alla Biennale di Venezia con il Ritratto di signora (o Ritratto della sorella Elvira), che segnala il suo nome all’attenzione del pubblico e della critica.
Durante il decennio seguente espone i suoi lavori in numerose collettive ed è anima prolifica - anche attraverso la fondazione della rivista La Via Lattea - dei fermenti di rinnovamento artistico e culturale che attraversano la penisola.
Avvicina i cosiddetti ribelli di Cà Pesaro (con i quali esporrà in più occasioni) e i rappresentanti della secessione veneziana e romana, conosce Mario Cavaglieri, Arturo Martini, Vincenzo Moggioli e Guido Cadorin; stringe amicizia con Gino Rossi e con i critici Lionello Fiumi e Nino Barbantini.
Congedato nel 1919, dopo la tragica scomparsa del padre, si trasferisce con la madre e le sorelle Elvira e Pina a Torino; qui incontra il giovanissimo Piero Gobetti, critico ed intellettuale acuto con il quale costruirà un profondo legame di amicizia, e frequenta il salotto musicale di Mary Roda Bocca, dove conosce i maestri Alfano e Buffaletti e, più tardi, il maestro Alfredo Casella.
La casa-atelier in via Mazzini diventa uno dei centri più vivaci della vita intellettuale torinese: qui si riuniscono Venturi e Debenedetti, Gualino e Soldati, Levi e Noventa, Sartoris e Rigotti, Casella e Ghedini.
Gli anni seguiti al primo conflitto mondiale lo vedono partecipare a molte esposizioni allestite in Italia - fra le quali ricordiamo le Quadriennali di Roma e Torino, le Biennali veneziane - 1909, 1910, 1912, 1914, 1924 (personale), 1938 (personale), 1942 (personale), 1952 (personale), 1956 e 1964 (retrospettiva) - e all’estero: da Santiago del Cile a Sidney, da New York al Sud Africa (mostra itinerante), da Mosca a Londra, da Zurigo al Cairo, da Buenos Aires a New Delhi.
Casorati si spegnerà a Torino nel 1963.

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