Graziella Marchi nasce a Milano nel 1932. Negli anni dell’adolescenza vive a Como, dove studia disegno con il pittore Manlio Rho. Sposandosi con il giornalista sportivo Rolly Marchi, nel 1954 torna a Milano. Comincia a dipingere attivamente nel 1965. Espone il primo quadro a Parigi nel 1969 al Salon de Grands et Jeunes d’aujourd’hui. La sua prima personale ha luogo nella Galleria di Richard Foncke a Gand, in Belgio, presentata da Dino Buzzati. In seguito viene invitata da Pierre Gaudibert a tenere una personale al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, nella sezione Animation, Recherche, Confrontation. In quegli anni partecipa a diverse mostre che andranno poi a rappresentare il corpus principale dell’esposizione antologica di Palazzo Sarcinelli a Conegliano nel 1996, presentata da Marco Vallora. Partecipa a diverse mostre collettive in Francia e Germania. Nel 1971 conosce Renato Cardazzo ed espone alla Galleria del Naviglio di Milano. Nel 1975 è invitata da Emilio Bertonati per una personale alla Galleria del Levante di Monaco. Negli anni che seguono espone in diverse città italiane e, sempre con la Galleria del Naviglio, in varie fiere d’arte in Europa. Particolare è, tra queste, il successo al FIAC del 1984, al Grand Palais di Parigi. Tra le sue mostre più significative è da ricordare quella del 1995 alla Galleria Appiani Arte Trentadue di Milano, dove presenta i due cicli di quadri dedicati al mare e alle montagne. Tra le mostre più significative degli ultimi anni si ricordano quelle del 2001 a Cortina d'Ampezzo, del 2002 a Klosters, e del 2006 "Navi e vele" alla Galleria Forni di Bologna. Nel 2019 realizza il manifesto ufficiale del Carnevale di Viareggio. Negli ultimi cicli pittorici sviluppa un "realismo immaginario" caratterizzato dall'uso della carta artigianale e dalla rappresentazione di oggetti quotidiani trasfigurati in chiave onirica. Si dedica particolarmente ai temi marini, contrapponendo l'imponenza dei transatlantici alla leggerezza delle barche a vela, e ai paesaggi montani dove la materia pittorica riproduce la ruvidezza delle rocce.
