Ritratto dell'artista Martin Erich Philipp
Martin Erich Philipp, autoritratto

Martin Erich Philipp

(Zwickau 1887 - 1978)

BIOGRAFIA

Martin Erich Philipp, o MEPH, com’era chiamato nella cerchia dei suoi amici delle arti - sigla con cui spesso egli firmava le sue opere - fu pittore e incisore a Dresda, allievo di Richard Müller e di J. Kuelh.
Mirò ad un’arte piacevole, espressione di equilibrata armonia della vita: le aberrazioni dell’epoca, coi suoi conflitti e la sua lacerazione; gli eventi politici, la miseria sociale, non hanno toccato l’artista. L’allegria e la grazia danno significato ai suoi lavori; oggettività e precisione caratterizzano le sue rappresentazioni figurative dal vero, le sue figure di animali in xilografia a colori, le opere a tema libero. Le xilografie a colori di uccelli esotici sono dal punto di vista tecnico incisioni da maestro, la distribuzione del colore appare incredibilmente differenziata, come accade solo nelle xilografie dell’Asia orientale. Ed infatti l’Estremo Oriente ebbe una grande importanza per Philipp nel tempo in cui studiava a Dresda e il Giapponismo, che a suo tempo aveva già influenzato Gauguin, Degas, Bonnard.
Diversamente da molti artisti, che in un tempo di potenti rivolgimenti aderirono a nuove scuole ed indirizzi, dal Neoimpressionismo all’Espressionismo, Martin Erich Philipp non fu né profeta, né seguace di una nuova corrente. Egli cercò, distante dagli estremi, un’arte rilassata-allegra, in cui dava la preferenza ad un modo di comporre che percorreva le vie tradizionali. Philipp si servì delle forme dello Jugendstil, e concepì un percorso grafico che nella sua eleganza e nel suo charme, si avvicinano alla Belle Époque. E naturalmente nel rivolgersi ai lati belli della vita nei circoli borghesi di Dresda trovò entusiastico consenso.
Egli si dedicò all’inizio prevalentemente alla grafica d’occasione ed alla creazione di ex-libris, incisioni e xilografie che suscitarono per la loro difficile tecnica l’ammirazione del pubblico. A motivo del suo interesse per temi pieni di allusioni erotiche, l’artista fu bollato come “interprete di una sensualità lasciva”. Certo, egli aveva una preferenza per cose frivole e giocose e perciò era talvolta spudorato e provocatorio. ma sviluppò anche un interesse per l’irrealtà e l’incanto nei temi della grande città, negozianti, trafficanti, donne da salotto, e tipi da strada. La critica di MEPH a tipi umani e situazioni non è però mai acre o agressiva.
La rappresentazione artistica dell’amore è un altro lato della creazione di Martin Erich Philipp che sta anche in stretta relazione col mondo letterario, come mostrano le serie di illustrazioni a Friedrich Schlegel, Heinrich Heine, Paul Verlaine; edizioni in tirature limitatissime, che MEPH correda d’incisioni, rilegate in pergamena o cuoio, pensate proprio per il collezionista esclusivo.

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