Corriere della Sera, 24 ottobre 2004

«Fanelli, le geografie del volto»

di Francesca Sassoli

L'artista si ispira a personaggi del mondo dello sport e della letteratura. Storie scolpite sulla pelle scura in ritratti veri e immaginari

BRESCIA - Emergono dal buio e sembrano fatti di tenebra. Dalla tela escono teste solide, occhi di brace, storie da raccontare, scolpite sulla pelle scura. In mostra alla Galleria dell'Incisione di Brescia fino all'8 novembre "L'ospite segreto", ritratti veri e immaginari di Franco Fanelli. Sono dipinti a olio, acqueforti, acquarelli e incisioni ispirati a uomini di colore: l'artista ha attinto dal mondo del pugilato (Chris Eubank, Thomas Hearns, Marvin "Marvellous" Hagler), del rugby, del wrestling, dell'hip-hop (Elzhi and T3, Nelly, Minister Amer), ma anche dalla grande letteratura. La mostra si apre con Tom Corbin, personaggio chiave del racconto "La locanda delle streghe" di Joseph Conrad. Scrive Fanelli: "Il più misogino dei racconti di Conrad, rappresenta anche la realtà virile, la fratellanza maschile in un rapporto di latente omosessualità. Tom Corbin, eroe positivo, è il contraltare del Negro di Narcissus che, in un altro e più noto racconto conradiano, è individuato come portatore di sventura a bordo di un più tormentato veliero". Altre opere attingono ad altre opere. E' il caso di Davy Jones, il demone marino, creatura tesa tra mito mediterraneo e gotico americano (con riferimenti a Howard Philips Lovecraft) che terrorizza i marinai del Pequod nel "Moby Dick" di Herman Melville. Narrazione ed evocazione in questa rassegna di volti che sembrano scolpiti: Fanelli usa speciali textures sulla vernice molle per dare più corpo alla figura, più realismo all'epidermide. Questi uomini sono infatti senza vestiti, senza chiome folte, nudi e prepotenti, con una fisicità animalesca e una spiritualità chiaroscurale che si stacca dallo sfondo. I primi ritratti di afroamericani di Fanelli risalgono al 1992-93, con una serie di dipinti a olio. Obiettivo: delineare una fisionomia come fosse un'impronta digitale e tracciare, con i segni, una geografia del volto. L'artista: Franco Fanelli è titolare di una delle tre cattedre di Incisione all'Accademia Albertina di Torino, oltre che responsabile del settore arte contemporanea del "Giornale dell'Arte" e corrispondente dall'Italia per "The arts newspaper"; svolge attività di critico e di studioso delle problematiche della grafica moderna e contemporanea e, infine, ma non in ultimo, è incisore e pittore. "Continuo, alla faccia di tutti, a mantenermi anfibio e nomade tra parola e figura, perchè il movimento perenne rientra nell'imprendibilità, condizione necessaria alla sopravvivenza nella giungla".

Francesca Sassoli, Corriere della Sera (Brescia), 24 ottobre 2004

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