Velasco Vitali. Conversazione sull'arte

Per la Fondazione Mus-e Italia

Mercoledì 3 giugno 2026 alle ore 19:00 la Galleria dell'Incisione ospiterà una conversazione tra l'artista Velasco Vitali e la storica dell'arte Elena Ragni.

L’incontro è un’occasione per divulgare le attività educative della Fondazione Mus-e Italia, che promuove l’integrazione sociale attraverso l’arte nelle scuole primarie.

Velasco Vitali

Nato a Bellano nel 1960, figlio del pittore Giancarlo Vitali, ha iniziato la sua attività alla fine degli anni Settanta, dedicandosi a grafica, disegno e pittura. La sua carriera prende slancio negli anni Ottanta, con riconoscimenti come il Premio San Fedele Incisioni Giovani (1983) e la partecipazione, su invito di Giovanni Testori, alla mostra “Artisti e Scrittori” a Milano. Nel 1986 tiene la sua prima personale curata da Vittorio Sgarbi e, negli anni successivi, espone in numerose gallerie italiane, spesso sotto la curatela di critici come Marco Vallora e Marco Goldin. Negli ultimi anni, Vitali ha continuato a esporre in Italia e all’estero, affrontando temi legati alla memoria, al paesaggio e all’identità, e partecipando a progetti monumentali e documentari premiati, come “Il Gesto Delle Mani” presentato alla Berlinale.

Fondazione Mus-e

La Fondazione ha lo scopo di “portare l’arte” nelle scuole primarie, a sostegno soprattutto delle classi con bambini socialmente o culturalmente vulnerabili.

Nelle scuole sono attivati laboratori interdisciplinari coordinati da artisti di diverse specialità:

  • Musica e canto (con particolare attenzione riservata all’ascolto, alla respirazione e alla percezione dei suoni)
  • Danza (con particolare attenzione alla percezione del corpo, al movimento, all’improvvisazione e all’espressione corporea)
  • Dramma (teatro e mimo)
  • Scrittura (scrittura creativa e narrazione)
  • Arti visive e multimediali.

Le principali caratteristiche dell’insegnamento comprendono:

- attività di gruppo che facilitano la comunicazione e la condivisione delle esperienze creative, promuovendo lo scambio e sollecitando la coesione;

- utilizzo di linguaggi non verbali che valorizzano tutte le esperienze espressive, in particolare raggiungendo i bambini con difficoltà linguistiche.

L’arte e il metodo pedagogico agiscono da un punto di vista cognitivo, emotivo e relazionale, incoraggiando creatività e auto-espressione, stimolando lo sviluppo delle proprie capacità comunicative e favorendo l’inclusione e l’integrazione di tutti. Il bambino impara a non viversi come realtà isolata, ma a relazionarsi con la comunità di adulti e coetanei.

 

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