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Mostra: Di padre in figlio

Di padre in figlio

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INAUGURAZIONE:
Sabato 6 ottobre 2018, dalle ore 18:00

DURATA:
dal 6 ottobre al 25 novembre 2018

I genitori possono trasmettere ai figli un mestiere oppure orientarli verso un interesse; una condizione che si verifica, naturalmente, anche nel mondo delle arti figurative.

Con la mostra Di padre in figlio, la Galleria dell’Incisione offre l’occasione per indagare le radicali differenze e/o le eventuali (e comprensibili) assonanze fra i linguaggi e le visioni di artisti legati da vincoli strettissimi, quali sono quelli familiari.

Cinquanta opere di pittura e scultura di padri, figli, fratelli d’arte che costruiscono un percorso ideale, complesso e affascinante, che parte dagli inizi del XX secolo e ci conduce al nostro contemporaneo.

“Tale il padre, tale il figlio” dice la massima latina, che tuttavia raramente coglie la verità delle umane esperienze: la mostra, nel coraggioso vis-à-vis delle opere, fa infatti emergere punti di contatto, affinità e reciproche influenze, ma anche diversità tenacemente volute e perseguite, nella vita e nella produzione di pittori e scultori. Anche nel lavoro artistico, infatti, essere “figli di” può risultare una condizione facilitante, una scelta naturale di indirizzo nella propria vita, oppure una non semplice tensione ad affermare la propria autonomia, anche in opposizione all’esperienza dei genitori.

Robert e Jessica Carroll, Felice e Francesco Casorati, Gigi e Mauro Chessa, Arturo e Romano Dazzi, Omar con Massimiliano e Michelangelo Galliani, Philippe e Quentin Garel, Alberto e Ruggero Savinio, Attilio e Sergio Selva, Giancarlo Vitali e Velasco sono i protagonisti della mostra allestita all’Incisione: alcuni di loro sono nomi noti nel panorama espositivo della galleria, altri sono acquisizioni recenti.

Mostra: Cetacea

Cetacea. E dopo tutto ciò, rimasero solo le balene

Comunicato stampa | Immagini alta

INAUGURAZIONE:
Giovedì 31 maggio 2018, dalle ore 18:00

DURATA:
dal 31 maggio al 15 luglio 2018

Le balene di Giorgio Maria Griffa nuoteranno, in una trentina di acquarelli, sulle pareti della Galleria dell'Incisione insieme a quelle dei disegni di Andrea Antinori, Andrea Collesano e Andrea Pedrazzini.

Dal 2016 al 2018 Griffa ha dedicato il proprio lavoro ai cetacei, ispirato da un classico della letteratura – Moby Dick di Herman Melville – e dal recente libro Leviatano ovvero La balena dello scrittore e documentarista Philip Hoare.

Cetacea mostra gli acquarelli di Griffa, per la maggior parte dedicati alla megattera (Megaptera novaeangliae) e al capodoglio (Physeter macrocephalus), prediletti dall’autore rispetto alla balenottera azzurra (Balaenoptera musculus), “icona” della balena nel nostro immaginario. La balenottera è troppo liscia e idrodinamica, al contrario le megattere appaiono terribili e pittoresche: coperte di cicatrici come righe bianche sulla lavagna – segno degli scontri tra maschi – e con le pinne frastagliate come vecchie bandiere.

Le balene esistono da molto prima di noi uomini terricoli, legati alla gravità, dipendenti da sensi poco sviluppati. Loro, invece, con salti maestosi e immersioni repentine sfidano le leggi della fisica e occupano un mondo, ben più vasto del nostro dominio terrestre, che a noi rimane tanto invisibile quanto misterioso. Seppur scientificamente classificate, per noi sono aliene: seguono campi magnetici invisibili, vedono grazie al suono e sentono con il corpo. Allora – ipotizza Griffa riprendendo le parole di Ismaele, il marinaio narratore in Moby Dick – prima o poi rimarranno solo loro e torneranno a nuotare, come un tempo, dove ora ci sono le Tuileries, il castello di Windsor e il Cremlino.

Con due mostre monografiche e diverse collettive, Giorgio Maria Griffa espone alla Galleria dell'Incisione dal 2000. L’acquarello è la tecnica che più lo soddisfa nel riportare sulla carta i ricordi dei suoi viaggi in solitaria, preferendo paesaggi marini, relitti e fari.

Grazie alla collaborazione con Galleria della Natura e Legambiente Brescia, Cetacea è anche l'occasione per riflettere su cosa possiamo fare per limitare l'impatto dei nostri comportamenti sull'ambiente.

Angam - Associazione nazionale Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea