14 Marzo 2006

Martine Franck - Ritratti. Martine Franck - Portraits

di Elliott Erwitt

Se dovessi fare una descrizione sintetica di Martine Franck come persona e come fotografa, la definirei in entrambi i casi una testimonianza di stile.

Il mondo fotografico è oggi suddiviso in molteplici campi. Fra le categorie distinguiamo il settore mensile, con la produzione di enormi e vacue stampe a colori che vengono acquistate da collezionisti danarosi ma dal fiuto tentennante per decorare al metro quadro le proprie pareti, e rifilate al cliente da cinici e astuti commercianti.

Un’altra categoria è quella della fotografia rumorosa che usa immagini scioccanti o personaggi celebri per intrattenere, ma che raramente rispetta i principi fondamentali di equilibrio e composizione, non parliamo poi di contenuto. È una fotografia che grida: “Guardate come sono intelligente!”

Una terza categoria può essere quella della fotografia onesta, anche se è più noiosa della prime due. È una fotografia strettamente legata all’universo del commercio. Sebbene sia la categoria meno interessante, è comunque la più schietta perché si mostra apertamente come uno strumento di lavoro, esattamente come lo sono un’officina di autoriparazione o uno studio dentistico. Si tratta di vendere prodotti, siano essi abiti di Chanel, frigoriferi, iPod o detersivi per lavatrici, cambia poco; lo scopo è quello preciso e prestabilito di raggiungere il risultato desiderato, indipendentemente dal grado artistico del prodotto.

Fortunatamente per chi ama l’arte della fotografia, la categoria migliore punta su un pubblico colto e sofisticato, dotato di sensibilità, gusto e moderazione; un pubblico in grado di distinguere la qualità in mezzo al rumore visivo che ci circonda. Questo è il tipo di fotografia di Martine Franck, che si inserisce nella tradizione classica di osservazione e risposta a ciò che un occhio acuto e supportato da un bagaglio di cultura visiva riesce a cogliere. Martine vede e sistema in modo coerente attraverso l’obbiettivo della sua Leica immagini uniche che riflettono il suo personalissimo stile nonché la sua personale visione.

All’interno della sua svariata produzione un interesse particolare rivestono i ritratti, così immediati da poter essere definiti “colloquiali”. Martine Franck ha fotografato i belli, i famosi e i semplici, tutti con il medesimo trasporto, senza mai invadere il loro spazio né affettare il loro ruolo.
Nel mondo della fotografia le mode vanno e vengono, mentre resta l’osservazione non costruita del nostro paesaggio culturale e delle sue manifestazioni. In questa tradizione si pone la bella fotografia di Martine Franck, un contributo alle nostre richieste.

Elliott Erwitt, marzo 2006

Il testo è pubblicato in Florence Henri e Martine Franck, catalogo della mostra, Galleria dell’Incisione, Brescia 2006


If I were to synthesize in describing Martine Franck the person and Martine Franck the photographer I would conclude that Martine is a class act in both respects.

Our photography world is currently divided into several camps. Among the categories is the flavor of the month sector with the manufacture of enormous vacuous color prints that are purchased by well heeled but insecure collectors to decorate their walls by the square meter and foisted by cynical but savvy art dealers.
Another category is the noisy photography whose aim is to entertain by shock and celebrity seldom respecting the basic principles of balance and composition not to speak of content. This photography shouts, “look at me and how clever I am”.

A third category may be the honest even if is more boring of the first two. In this category photography is done strictly for commerce. This category while the least interesting is also the more guileless as it applies strictly and without pretense as a tool for business much as automobile repair or dentistry. It is about selling products whether Chanel gowns, refrigerators, iPods or laundry detergent. It is all the same with the aim and desired result specific and preordained no matter how crafted.

Fortunately for a public who loves the art of photography the best category aims at a cultured sophisticated public with sense, taste and moderation. A public who can discern quality in the midst of the visual noise that surrounds us. We see that photography in Martine Franck. Martine photographs in the classic tradition of observation and response to what the keen eye sees when informed by a background of visual culture. Martine sees and arranges through the viewfinder of her Leica in a coherent manner resulting in the unique photographs reflecting her personal vision and style.

Of special interest in Martine’s varied work are the very accessible portraits she has taken which could be described as ‘conversational’ sittings. She has photographed the glamorous, the famous and the modest with equal sympathy never encroaching or posturing on their space and rank.

Fads in photography come and go while the unmannered photographic observation of our cultural landscape and its manifestations endure. In this tradition is Martine Franck’s fine contribution to our calling.

Elliott Erwitt, march 2006

The text is edited in Florence Henri e Martine Franck, Galleria dell’Incisione, catalogue of the exhibition, Brescia 2006

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