Il Giornale dell'Arte, giugno 2014

«Martini tra santi e leoni»

di Ada Masoero

Una ventina di sculture, un disegno e alcune incisioni di Arturo Martini compongono una mostra presentata fino al 20 luglio dalla Galleria dell’Incisione. Del percorso dello scultore trevigiano (1889-1947) la mostra esplora tutte le stagioni, soffermandosi specialmente sul decennio felice che tra il 1925 e il 1935, dopo le dure, bellissime opere degli anni di Ca’ Pesaro e l’esperienza di «Valori Plastici», lo vede rivisitare la tradizione del nostro passato con l’occhio disincantato e selettivo di chi ha attraversato le avanguardie: Martini giungerà infatti a esiti affrancati da ogni accademismo. Allo stesso modo anche i soggetti sacri entrano in una dimensione non confessionale: accade nelle terrecotte da stampo del «San Sebastiano» (1927, nella foto) e della «Leggenda di san Giorgio» (1926-27); nei bronzi dell’«Incontro di san Marco e san Giusto» (1934) e del «San Giovannino» (1935), e nella formella da «Via Crucis» di «Gesù abbeverato di fiele» (1926-27). Senza dimenticare i due sedili scultura in grès «Leone e leonessa da giardino» (1935-36), due fiere che paiono fuggite da qualche cattedrale romanica.

Ada Masoero, Il Giornale dell'Arte, giugno 2014

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