Mostra: Franz Roh. <em>La mano</em>
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Dal 20 novembre 2004 al 10 gennaio 2005

Franz Roh. La mano

Nei collages di Roh la mano, filo conduttore di questa esposizione, agisce come se provenisse dall’esterno, mostruosa, divenendo l’attore e l’intruso di una scena.

La mostra propone una scelta di collage di Franz Roh (1890-1965) con il tema comune della rappresentazione della mano.

Nei collages di Roh la mano, filo conduttore di questa esposizione, agisce come se provenisse dall’esterno, mostruosa, divenendo l’attore e l’intruso di una scena. Il quadro si trasforma in un laboratorio nel quale l’artista entra in azione per mezzo della sua lunga mano. Viene così illustrata in maniera impressionante la nascita di un collage, lo spostamento in qua e in là dei singoli elementi.

Critico tedesco di grandissimo rilievo, Roh è noto soprattutto per il libro Post espressionismo - Realismo Magico (1925), nel quale introduce il concetto di “Neue Sachlichkeit” (Nuova Oggettività), che doveva dare il nome ad un’intera epoca.

Roh è anche studioso della fotografia d’avanguardia, e affianca all’attività di critico e di fotografo quella di creatore di collage, composti in chiave surrealista con l’accostamento, senza integrazione di matita o pennello, delle immagini più disparate, ricche di significati simbolici. È così in contatto coi contemporanei che operano in questo campo (Max Ernst, Hannah Hoch, George Grosz, Moholy Nagy, Man Ray, etc.)

I suoi lavori si distinguono fra loro in tre gruppi principali a seconda delle immagini di base: uno che usa autentiche incisioni su rame del ‘700, un altro che si serve di xilografie dell’800 e un terzo che ha come supporto la fotografia.

Nel 1951 Roh viene chiamato come primo presidente dell’Aica (Associazione Internazionale dei Critici d’Arte). Le prime mostre dei suoi collage risalgono al 1961. In Italia le sue opere sono state esposte per la prima volta nel 1975 a Milano, presso la Galleria del Levante.

Questa è la terza mostra che la Galleria dell’Incisione dedica a Franz Roh dopo quelle del 1985 e del 1994 ed è accompagnata da un catalogo con testo critico di Florian Sundheimer.

La mostra è realizzata con il patrocinio del Goethe-Institut Mailand.

Una selezione di opere in mostra
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