Maha-rasa
19
Dal 10 aprile 1975

Maha-rasa

Miniature indiane, bronzi, e pezzi nepalesi e tibetani.

Il sistema di scale musicali chiamate raga (maschile, letteralmente "sensazioni") e ragini (femminile) sul quale si basa la musica indiana riflette una tecnica delle emozioni, specie nel modo in cui esplora raffinate sfumature del sentimento erotico attraverso cromatismi, ritmo e gruppi melodici.

Ritroviamo una simile espressione nelle migliori miniature Rajput (India nord occidentale, 1630-1800). In questi dipinti l'analogia di colore che collega alcuni soggetti più che altri associa significati diversi da quelli letterali. La teoria del filosofo kashmiro Abhinavagupta (XI secolo) suggerisce che l'arte operi facendo emergere nella mente dello spettatore le tracce latenti associate ad eventi della sua vita (o vite) passata, analoghe a quelle espresse nell'opera d'arte. Esiste una gamma di "modi" che ricopre tutte le categorie possibili di esperienza emozionale attraverso cui l'arte può operare. Le forme d'arte stimolano queste tracce latenti in modo che la mente le gusti come un "succo" (rasa). L'assaggio di questi rasa in sequenza pone la mente in condizione di trascendere i propri contenuti emotivi divenendo conscia intellettualmente ed emotivamente di sé. Questo stato d'animo viene chiamato Maha - Rasa (Il gran succo).

Al di là di queste speculazioni teoriche, il senso del colore per gli indiani è un fatto intuitivo, istintivo. Benché l'arte della miniatura sia morta, troviamo gli stessi accostamenti di colore e composizioni nelle arti minori dell'India di sempre: nei sari dipinti a mano, nelle decorazioni del corpo e delle abitazioni, ecc.

Accanto al dipinti abbiamo voluto esporre una serie di bronzi indù di varie epoche. Sono idoli provenienti dai tempietti domestici, presenti in molte case dell'India, espressioni della "piccola tradizione" sviluppatasi parallelamente agli stili classici delle grandi scuole. È un'arte che ancora vive nelle campagne e nei villaggi, sopravvissuta alla scomparsa dei maggiori centri di cultura tradizionale; in essa affiorano elementi stilistici e simboli ancestrali.

In India, ogni epoca ed ogni scuola hanno prodotto pochi capolavori ed un enorme quantità di opere accademiche, queste ultime sono difficilmente assimilabili al gusto occidentale perché oberate di elementi decorativi e simbologie difficilmente decifrabili. L'arte popolare invece, nella sua capacità di esprimere simboli essenziali attraverso elementi formali sintetici e stilizzati, attrae coloro che ad essa si avvicinano disillusi dal fumoso concettualismo di molta arte moderna.

Infine esponiamo anche alcuni pezzi nepalesi e tibetani per dare una visione, anche parziale, dello sviluppo che l'arte buddhista indiana ha avuto in un ambiente "conservatore" come l'Himalaya in un'epoca in cui tale arte era già scomparsa nel suo paese d'origine.

Una selezione di opere in mostra
cross linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram

Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati utilizzano cookie necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy. Per saperne di più, consulta la cookie policy