Bresciaoggi, 6 dicembre 2004

«Paesaggi e sogni con Tullio Pericoli»

di Matteo Asti

Paesaggi e sogni con Tullio Pericoli

Il disegnatore e pittore marchigiano ospite ieri della Galleria dell'Incisione in via Bezzecca
«Spiego attraverso le immagini il rifugio ideale di Stevenson»
Paesaggi fatti di immagini reali ma anche di pensieri e ricordi. Sono quelli tratteggiati da Tullio Pericoli, ieri sera ospite della Galleria dell'Incisione di via Bezzecca, e protagonista di una breve conversazione con il critico d'arte Marco Vallora.

Pittore, disegnatore, nato a Colli del Tronto delle Marche e trasferitosi a Milano dal 1961, Pericoli ha presentato ieri sera una delle sue ultime fatiche, l'edizione Adelphi de «La casa ideale» di Robert Louis Stevenson. Un breve testo dello scrittore inglese, riscoperto dallo stesso Pericoli, che il disegnatore marchigiano ha voluto corredare di una serie di tavole poste a fronte di ogni pagina del racconto. «Non mi è mai piaciuto il classico concetto di illustrazione — ha spiegato subito Pericoli — non volevo spiegare questo libro, ma riproporre attraverso l'arte figurativa le idee che Stevenson ha messo per iscritto, il suo tentativo di descrivere il proprio rifugio ideale».

Ma per Pericoli, oggi impegnato nell'attività di scenografo per l'Opernhaus di Zurigo e il Teatro della Scala di Milano, l'arte è un cammino che non si è mai finito di percorrere. «Ho iniziato con i disegni politici, sono poi passato ai ritratti, ora sto studiando le scenografie e la pittura ad olio — ha detto il pittore — mi servono ancora otto dieci anni per diventare un artista».

Artista che, al di là delle sue metamorfosi, ha saputo mantenere dei tratti comuni lungo tutta la sua produzione, primo fra tutti lo studio delle regole della rappresentazione figurativa, indagate per essere messe in discussione, all'insegna di una continua rivisitazione. «In queste tavole c'è qualcosa del cinema, ma soprattutto c'è molta pittura rinascimentale del nord Europa — ha spiegato Pericoli — una pittura che non aveva una prospettiva centrata, come quella italiana, usava punti di vista inaspettati. Un po' in tutto il mio lavoro c'è comunque il tema dell'enciclopedia, il piacere di confrontarmi con i maestri del passato».

Alcune tavole del pittore sono in mostra presso la Galleria dell'Incisione.

Matteo Asti, Bresciaoggi, 6 dicembre 2004

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