Bresciaoggi, 01 maggio 2014

«Uomini e animali in metamorfosi nel serraglio creativo di Savinio»

di Giampietro Guiotto

Articolo sulla mostra Alberto Savinio. Il sogno di un poeta

Fratello del pittore Giorgio De Chirico, Alberto Savinio (pseudonimo di Andrea De Chirico, 1891-1952) è un caso unico nella storia della prosa italiana del '900 e figura emblematica dell'eclettismo pittorico, tanto che la passione per la pittura inizia in lui a Parigi solo nel 1926, trentacinque anni dopo una lunga carriera come scrittore, pianista, direttore d'orchestra, compositore per il teatro e il balletto.
a sua ricerca, in parte riconducibile al surrealismo, si articola in varie tematiche legate al tema dell'infanzia e dei giocattoli, e in particolare della metamorfosi uomo-animale-mobilia e del paesaggio, in cui i miti classici sono richiamati con soffusa ironia.
RA LA FINE DEGLI ANNI '20 alla metà del secolo, Savinio - lo segnala altresì la mostra bresciana - riflette sull'importanza dell'antico attraverso lo stravolgimento dei modelli e la citazione, al fine di ridurre la realtà naturale in luogo di metamorfosi continue e apparizioni sorprendenti.
merge, così, dai molti lavori in mostra - tra cui opere su carta, litografie, dipinti, disegni, tempere su tela, un arazzo e un bozzetto per la scenografia -, ma soprattutto dagli scritti che accompagnano le opere pittoriche, una personalità di cultura assai complessa, che gioca attraverso i filtri dell'ironia e del meraviglioso, al fine di cogliere le sfaccettature di una realtà fluida ed enigmatica, nella quale le presunte verità di conoscenza razionale e irrazionale vacillano.
'ANALISI DELLA REALTÀ, forgiata dalla cultura ottocentesca tedesca di Arthur Schopenhauer e Friedrich W. Nietzsche e dalle riflessioni filosofiche presocratiche, determina in Savinio una poetica della trasformazione incessante, ossia l'intreccio di elementi del mondo greco antico e del mondo contemporaneo, intriso di scetticismo, disagio esistenziale e crisi di civiltà.
lla pittura, dunque, il compito di fornire dei viaggi fantastici e onirici, dove ci si può imbattere in persone del presente, come l'amico filosofo Andrea Emo e la moglie Giuseppina, immortalata in primo piano con a lato un'irreale veduta in lontananza, che mostra, come in un fondale scenico, l'effettiva maestosa villa di proprietà. Realtà ed invenzione surrealista confluiscono in Alberto Savinio in una ricerca di elementi che appartengono alla memoria individuale e storica, pertanto la pittura, sempre intrisa da una sottile vena umorista, diviene scavo del ricordo personale e di una natura «originaria», o dell'età primordiale, permeata dal mito e dalla sapienza poetica, che ingentilisce l'interpretazione magica e divinatoria del mondo.
L MONDO ANTICO, posto a confronto con quello contemporaneo, andrà a generare metamorfosi sempre nuove, come le città fantastiche costruite per mezzo di impalcature sospese e solidi geometrici dal significato arcano, mentre personaggi dal corpo umano e dalla testa animale, come la solitaria «Penelope», riflettono incessantemente sulla malinconia e l'enigma, che accompagnano da sempre il tempo del vivere e della pittura stessa.
lberto Savinio: «Il sogno di un poeta». Brescia, Galleria dell'Incisione (via Bezzecca, 4); fino al 4 maggio.

Giampietro Guiotto, Bresciaoggi, 01 maggio 2014

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